Wolf Dieter Prix “Camminare nella storia”

Perugia, 15 gennaio 2010
sede Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia

INTERVISTA A WOLF DIETER PRIX

Il coraggio dell’architettura.

Camminare nella storia.

Di Paolo Ansideri


Paolo Ansideri:
Prof. Prix quale è stato il suo approccio

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al progetto della copertura di via Mazzini a Perugia, nel momento in cui ne ha assunto l’incarico?
Wolf Dieter Prix: Mi sono subito sentito come a casa mia, nella mia città natale Vienna. Perché Vienna è una città antica, non tanto quanto Perugia, ma comunque antica. Ed a Vienna come a Perugia abbiamo lo stesso problema: la combinazione, tra l’architettura antica e l’architettura contemporanea. Quando ti trovi a progettare in un contesto di tale rilevanza storico-architettonica, ti rendi conto che l’intervento è paragonabile ad un’operazione al cervello. Il problema è che la gente ha la vecchia città nella propria mappa mentale ed è molto difficile per gli architetti contemporanei, rompere questa mappa e rimpiazzarla con una nuova mappa mentale. Ci sono due atteggiamenti possibili, riguardo alla relazione tra vecchio e nuovo: uno è conservatore e prescrive che si continui a costruire nello stesso modo in cui si è costruito prima. Il mio punto di vista, in quanto architetto, è che questo atteggiamento manifesti una mancanza di autostima della nostra società. Una società che ha rispetto e crede in se stessa, avrà rispetto sia del vecchio che del nuovo.

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P.O.: Che cos’è l’architettura per COOP HIMMEB(L)AU?
W.D.P.: Il gruppo COOP HIMMEB(L)AU nasce negli anno 60 con l’idea fondativa di fare un’architettura in mutazione come le nuvole e “La Nuvola” è stato il nome che abbiamo dato al nostro primo progetto. In quegli anni quel progetto era irrealizzabile, non costruibile, impensabile come può essere impensabile cambiare il nostro ritmo cardiaco. Ma dopo 40 anni è stato invece possibile realizzare il prototipo di quel progetto, presentato alla biennale di Venezia nel 2008. Questo significa che a volte ci vogliono 40 anni prima che un’idea possa essere realizzata. E se confrontiamo ad esempio l’immagine del tempio di Paestum con l’edificio BMW Welt di Monaco di Baviera da noi progettato, ci accorgiamo che da allora non sono cambiate solo le idee, ma anche la possibilità di realizzarle: per una copertura di 1400 mq allora occorrevano 36 colonne, ora per coprire 14mila mq ne sono sufficienti 11. Ciò significa che oggi siamo in grado di …(continua a leggere nel pdf allegato)

 
Intervista pdf Wolf Dieter Prix
 
Corriere dell’Umbria 04/02/2010

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