Gianluca Falcinelli

Arte? Presente.
Guida alle opere d’arte all’aperto del comprensorio di Assisi

scheda n°5

Gianluca Falcinelli

di Enrico Sciamanna 28/09/18

sezione Rotonde stradali

Autore – Gianluca Falcinelli
Titolo opera – Fiaccole nella notte
Anno realizzazione – 2016
Ubicazione – Bastia Umbra – Via Roma -Via Gramsci
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Le rotatorie
Le decorazioni delle rotatorie sono suscettibili dell’ampiezza del loro raggio. Se la circonferenza è ristretta la visione si brucia. Un tempo più lungo di percorrenza dà agio, se non a chi guida, ai passeggeri di una valutazione maggiore. In generale le rotonde dovrebbero ospitare abbellimenti inerti, che non ostacolino la visibilità, di agevole manutenzione: piante, prati, zampilli… non le opere d’arte che espandono il valore solo se sono osservate, godute. Non è facile creare un’opera apprezzabile in condizioni di fugacità, se questo non è voluto, è contraddittorio. L’opera d’arte si rigenera continuamente grazie all’occhio di chi la osserva e le attribuisce sempre nuovi significati, ma questo può avvenire soltanto se il tempo dell’analisi è congruo, in presenza di un reale interesse. La fugacità non le giova, nemmeno quando il significato inclina verso una specifica comunicazione che non tende ad allargare le connotazioni di senso. In ogni caso una parte del contenuto, insito anche nelle rappresentazioni più essenziali, volontario o meno, si dilapida

Fiaccole nella notte
Ciò per la verità non succede per i cilindri policromi in ferro, vernice industriale e materiali vari, ad inclinazione modificabile della rotonda di Via Roma, realizzata dall’architetto Gianluca Falcinelli nel 2016 che, dato l’ingombro, interpretabile come un raggio di ca. 5 m., e la collocazione, pare volersi dichiarare, non soltanto un arredo ma un connotato significativo della città, in quanto l’essenzialità della comunicazione e l’ampiezza della rotatoria danno agio di cogliere il semplice messaggio dell’istallazione. Quattro figure geometriche tubolari, traforate alla sommità, della sezione di 27 cm., dai colori diversi: azzurro, giallo, verde, rosso, i colori dei rioni che danno vita alla manifestazione a cui si richiama, posizionate a trecentosessanta gradi e tutte con un angolo disuguale rispetto al terreno, modificato anno per anno in quanto ognuno rappresenta la sua posizione in classifica nel “Palio di S. Michele” che, anche in virtù di un’iscrizione, dà il titolo all’opera. Più tende ad angolo retto, migliore è stato il risultato del rione identificato con il colore. Questo si ottiene mediante un semplice impianto meccanico, anodino. I pennoni avrebbero dovuto essere “fiaccole di luce” che, ai primordi della manifestazione, erano vere e proprie torce usate come testimoni della staffetta. Ma possiamo immaginare uniscano una funzione simbolica richiamando la lancia dell’arcangelo

Da www.gianlucafalcinelli.it

Un’architettura mobile dedicata al Palio de San Michele di Bastia Umbra
Quattro “fiaccole” verniciate con i colori dei quattro rioni cittadini rappresentano i testimoni tenuti in mano durante la Lizza, staffetta 4×400. Le quattro fiaccole non sono elementi “statici” della rotatoria, ma si alzeranno e abbasseranno ogni anno per assumere la posizione della classifica finale del Palio de San Michele.

Il Palio de San Michele è prima di tutto una manifestazione con un’anima fatta di persone, ideali, sentimenti e memoria.
La prima Lizza, una staffetta 4×400, corsa nel lontano 26 settembre 1963, ha dato il via alla magia del Palio. L’oggetto caratterizzante tutt’oggi questa sfida è il testimone: nel 1963 furono tenute in mano quattro “fiaccole” accese che hanno di fatto illuminato la comunità.
Il Progetto prende spunto proprio dalla Lizza, con il compito di lasciare traccia viva della memoria nel tempo.
Importante l’analisi del contesto storico-culturale del luogo. La rotatoria è impostata sull’antica strada “retta e nova” che collegava il nucleo abitativo di Bastia Umbra alla Porziuncola di Santa Maria degli Angeli (Assisi), una strada che compare in cartografia già dal 1600. La rotonda ha creato una rottura fisica, ma idealmente e progettualmente si è voluto difendere il collegamento visivo che da sempre tiene unite le due città, “decentrando” l’architettura dedicata al Palio.

 

In questo Progetto il “testimone” assume valore di “identità” e di “passaggio generazionale”: consegnare il Palio alle generazioni future.
Questo è l’obiettivo dell’architettura pensata per la rotonda.
Quattro “fiaccole” verniciate con i colori dei quattro rioni rappresentano i testimoni tenuti oggi in mano durante la Lizza. Sono fissati su un basamento comune sul quale è appoggiata la scritta “Palio de San Michele” a rafforzarne l’appartenenza.
Infine, le quattro fiaccole non sono elementi “statici”, ma si alzeranno e abbasseranno ogni anno per assumere la posizione della classifica finale del Palio in uno scambio “biunivoco” tra il Palio e l’architettura progettata.
Il resto della rotonda è caratterizzato da prato verde e ciottoli a ricordare il fiume che costeggia la città.
Di notte, le fiaccole “illuminano” la città con i quattro colori del Palio.

Il sito di G. Falcinelli –  www.gianlucafalcinelliarchitetto.it

 

 

 

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