Renzo Piano e Peter Rice. Casa evolutiva – Bastia Umbra

Architetture contemporanee ad Assisi e dintorni

Renzo Piano

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Bastia Umbra

in Sito Giontella

scheda n° 1
Casa Famiglia (Casa evolutiva) 

Renzo Piano, Casa evolutiva, Bastia Umbra, 1978 (foto Oicos 2010)

scheda n° 1
comune-ubicazione Bastia Umbria, Via Irlanda
Inserito in sito complesso (progettisti ed opere diversi) Sito Giontella
denominazione Casa Famiglia (Casa evolutiva – Centro di salute mentale)
progetto architettonico progettista Renzo Piano
progetto strutturale progettista Peter Rice
categoria classificazione di merito B. Opera selezionata
tipologia attrezzature sanitarie
data progetto 1976-1978
data esecuzione 1978-1979
committente
proprietà Proprietà pubblica
destinazione originaria struttura sanitaria
attuale dismesso
dettagli tipologia e materiali stato attuale
strutture calcestruzzo armato mediocre
materiale di facciata calcestruzzo faccia vista, vetro mediocre
coperture piane mediocre
serramenti nd
vincolato no
provvedimenti di tutela
data Provvedimento
riferimento Normativo
dati catastali Foglio Catastale 11
Particella 837
descrizione dell’opera
Il centro di salute mentale, rinominato “Casa Famiglia”, nasce con l’intenzione di ospitare i pazienti senza famiglia dimessi dall’ospedale psichiatrico, collocato nei pressi del vicino ex complesso industriale dei Tabacchifici Giontella, risalente agli anni cinquanta del Novecento e situato alla periferia est di Bastia Umbra. L’edificio rappresenta la riproposizione in chiave sociale del prototipo ideato da Renzo Piano e Peter Rice in occasione del concorso per la ricostruzione successiva al sisma che ha colpito il Friuli Venezia Giulia nel 1976.

Il complesso è costituito da due blocchi duplex e da un blocco simplex, disposti a formare una corte verde aperta e collegati da una pensilina tangente ai volumi. Gli spazi interni sono destinati alle residenze, ospitate nei moduli duplex, disposti uno di fronte all’altro e arretrati rispetto al filo della struttura prefabbricata, in maniera tale da realizzare una veranda affacciata sullo spazio aperto comune. In posizione baricentrica si trova il blocco dei servizi, composto da corpo scala e bagno, che si ripete identicamente al piano superiore. Rispetto al prototipo costruito in occasione dell’emergenza post-sisma in Friuli Venezia Giulia, in cui il concetto di “Evolutive Housing” consente di adattare la configurazione interna dell’edificio alle esigenze degli abitanti, in questo caso la configurazione interna degli spazi è fissa.

Gli alloggi sono ottenuti dalla sovrapposizione di cinque elementi a “C” prefabbricati in calcestruzzo armato, rivestiti esternamente da pannelli in calcestruzzo posti a protezione degli elementi strutturali e con funzione isolante in corrispondenza dei lati lunghi e della copertura; setti in muratura, con funzione di irrigidimento strutturale, delimitano il blocco servizi. Le tamponature esterne dei lati corti, che nel prototipo originale sono completamente vetrate, vengono sostituite da elementi lignei, con una conseguente diminuzione della luminosità, accentuata anche dall’assenza di spazi a doppia altezza. Il blocco monopiano, realizzato anch’esso tramite la sovrapposizione di elementi prefabbricati, prevede aperture finestrate collocate sui lati corti e sul lato lungo prospiciente lo spazio aperto comune.

La mancata manutenzione delle coperture e le conseguenti infiltrazioni d’acqua hanno causato lo spostamento della Casa Famiglia in altra sede, determinando lo stato di totale abbandono dell’edificio. In seguito all’ipotesi di riqualificazione degli ex Tabacchifici Giontella è stata manifestata l’intenzione di abbattere l’opera.

criteri di selezione (si/no)
1. Pubblicata in almeno due degli studi o repertori sistematici che si sono occupati dell´architettura nella Regione o in Italia. si
2. Pubblicata in uno degli studi del criterio 1 e in una rivista di importanza internazionale italiana o straniera no
3. Pubblicata in almeno due riviste di importanza internazionale italiane o straniere no
4. Originario ruolo significativo nel panorama regionale in relazione agli sviluppi sia del dibattito che della ricerca internazionale si
5. Ruolo significativo nell´evoluzione tipologica con interpretazioni costruttive progressive o sperimentali. si
6. Progettata da una figura di rilievo nel panorama dell´architettura regionale, nazionale o internazionale si
7. Opera di particolare valore qualitativo all´interno del contesto urbano e/o ambientale in cui è realizzata no
note
 
Bibliografia
Autore Anno Titolo Edizione Luogo Edizione Pagina Tipo
Paolo Belardi 2014 “Il modulo abitativo di Renzo Piano e Peter Rice a Corciano” in Paolo Belardi (a cura di), “NAU Novecento Architettura Umbria” Il Formichiere Foligno (PG) 206-209 (Generica)
Paolo Belardi 2014 “L’Umbria e la sindrome da Mulino Bianco” in Paolo Belardi (a cura di), “NAU Novecento Architettura Umbria” Il Formichiere Foligno (PG) 280-283 (Generica)
Paolo Belardi 2012 “Profilo storico dell’architettura umbra del Novecento. Dal lessico quotidiano delle case operaie di Terni all’astrazione metafisica delle piazze pubbliche di Perugia” in Paolo Belardi e Valeria Menchetelli (a cura di), “Da case popolari a case sperimentali” EFFE Fabrizio Fabbri Editore San Sisto (PG) 48-68 (Generica)
Massimo Dini 1983 “Renzo Piano, Progetti e architetture 1964-1983” Electa Milano 104 (Generica)
Tesi di Laurea
Autore Anno Accad. Titolo Relatore Facoltà Università Tipo
Carlo  Rossi (1) 2008-2009  Il rilievo architettonico-ambientale della “Casa Famiglia” di Bastia Umbra di Renzo Piano e Peter Rice Paolo Belardi Ingegneria Edile Architettura Università degli Studi di Perugia (Specifica)
Alex Bellucci , Lorenzo de Matteis 2012-13 “Evolutive Housing System di Renzo Piano e Peter Rice. Dal rilievo architettonico integrale alla proposta di riuso in chiave strutturale” Paolo Belardi Ingegneria Edile Architettura Università degli Studi di Perugia (Specifica)
Articoli
Autore Data Titolo Pubblicazione
Marta Gara (1) 4 sett. 2009 Renzo Piano:«Niente crociate Abbattete pure la mia casa». La Nazione, 4 sett. 2009 La Nazione
Paolo Belardi, Carlo Rossi (1) 2009 Antiarchitettura e demolizione. Terrenostre
Oicos Riflessioni (1) 2010 Non solo Medioevo – architetture recenti in Umbria di Piano-Rice, Aymonino-Portoghesi, Marco Zanuso Oicosriflessioni.it
note (1) non citato in Censimento Nazionale DGAAP
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compilatore scheda Paolo Ansideri
fonti scheda www.architetturecontemporanee.beniculturali.it
sito  progettista R. Piano – www.rpbw.com
data scheda 30/012/18

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Contributi

 
La casa evolutiva di Renzo Piano e Peter Rice a Bastia Umbra, di Carlo Rossi

da www.oicosriflessioni.it  Non solo Medioevo – architetture recenti in Umbria di Piano-Rice, Aymonino-Portoghesi, Marco Zanuso”  Presentazione tre tesi di laurea, 30 ottobre 2010
Una piccola opera di Renzo Piano è oggi al centro anche di attenzione da parte della stampa nazionale e su cui lo stesso Piano è intervenuto esprimendo il suo parere a proposito di una ventilata ipotesi di demolizione, ad onor del vero da lui non esclusa. Il manufatto, oggetto di un carteggio tra il sindaco di Bastia, Stefano Ansideri  e lo stesso Piano pubblicato per intero nel magazine locale Terrecomp, risale alla seconda metà degli anni settanta e porta con sé tutta la carica utopica di quel periodo. La “Casa evolutiva”  aveva chiamato il progetto e nasceva anche con i segni dell’emergenza del terremoto del Friuli. Fu in quello stesso periodo che nella psichiatria si apriva con Franco Basaglia la contestazione  verso il sistema manicomiale e la nascita di una nuova terapia basata sul reinserimento e la relazione sociale. La costituzione di nuclei di convivenza, le cosiddette “Case famiglia”, furono i primi elementi di un nuovo modo di affrontare il disagio psichico. Ed è in questo contesto di esigenze emergenziali, i moduli abitativi  prefabbricati per l’emergenza del Friuli e la costituzione di insediamenti per nuove comunità terapeutiche fuori dal sistema manicomiale, che nasce il cosiddetto Cim “Centro igiene mentale “ di Bastia Umbra.
E’ qui che Renzo Piano sperimenta la sua casa evolutiva, coniugando l’utopia basagliana con la sua architettura modulare ed autogestita: ad una riappropriazione della socialità si coniugava  la riappropriazione della progettualità. La casa evolveva e si modellava secondo le esigenze di chi la abita, nel caso specifico della comunità terapeutica che la gestisce.
Ed è in questo senso che sono molto esplicative le tavole progettuali  dove la vita e convivialità sono tratteggiate e progettate come incontro e relazione. E’ in questi segni lasciati nel progetto che si potrà scorgere ad esempio una pensilina che allude al più famoso Bigo del porto vecchio di Genova che vedrà la luce nella seconda metà degli anni ottanta.
E’ in questo spazio che Piano sembra si sia cimentato anche nella progettazione dell’area esterna inserendo avveniristicamente fonti di energia solare, piantumazione di essenze autoctone e impiantistica per la raccolta e sfruttamento dell’acqua piovana.

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Il video di Renzo Piano sulla casa evolutiva – Rai, 1978

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Le immagini

Foto  di Luca Tesei (2018)
da Censimento Nazionale Architetture del Novecento, DGAAP, MiBAC 

Altre foto e disegni di progetto

foto tratta da NAU, Novecento Architettura Umbria, a cura di P. Belardi, 2014

 

da Terrenostre sett. 2009, Architettura e Demolizione ,di P. Belardi e C.Rossi

 

 

 

 

 

 

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