La cerqua di Porta Cappuccini

Il Patrimonio Arboreo dell’assisano

scheda n°2

La cerqua di Porta Cappuccini

Foto Simonetta Bandini

Scheda tratta da www.montagneaperte.it/patriarchiverdi/

Ubicazione: Assisi, v. Lorenzo Perosi
Nome botanico della specie: Quercus pubescens Willd.
Circonferenza tronco: 5,0 m
Altezza pianta: 25,0 m
Ampiezza chioma: 30,0 m
Stato di salute (a vista): buono
Altitudine (m s.l.m.): 474
Rilevatore/autore della scheda: Simonetta Bandini, Danilo Rapastella, Massimo Tagliavento

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Descrizione, note storiche, aneddoti e leggende
La roverella si trova nella parte alta di Assisi, superata la Porta dei Cappuccini, sulla via per il monte Subasio. Si raggiunge percorrendo via Lorenzo Perosi, che è la vecchia strada per l’Eremo delle Carceri. La sterrata è ombreggiata da una serie di roverelle di grandi dimensioni. La pianta censita si trova presso l’intersezione di due sentieri: uno prosegue verso l’Eremo, l’altro conduce in località Fontemaggio.
Uscendo dalla Porta dei Cappuccini, sulla destra si può notare una bella roverella sul confine di un cortile privato, conosciuta dagli assisani come la ‘cerqua di Porta Cappuccini’. Sulla sinistra della porta un sentiero sale sul monte Subasio e il parco omonimo. Il primo tratto costeggia parte delle mura medievali e arriva fino alla trecentesca Rocca Minore, ‘Rocchicciola’ o Cassero di Sant’Antonio e San Giacomo, dal nome della confraternita che aveva la sua sede in prossimità della Porta dei Cappuccini. Il sentiero prosegue per l’Eremo delle Carceri e la cima del Subasio. Numerose pubblicazioni, una carta realizzata dalla sezione di Foligno del Club Alpino Italiano e il sito www.parks.it/parco.monte.subasio possono essere consultati per avere maggiori dettagli sui tanti sentieri che attraversano il monte caro a san Francesco. Rientrando verso Assisi, poco sotto la Porta dei Cappuccini, lungo via Umberto I si accede al Parco Regina Margherita, una vasta area verde realizzata nell’Ottocento e chiamata fin dall’epoca ‘Pincio’. La via Umberto I è fiancheggiata da vecchi lecci anch’essi impiantati verso la fine del XIX secolo.

 

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