Il cibo nell’arte, 2018 Anno del Cibo Italiano

 

                                                                  

L’appuntamento Il cibo nell’arte ideato da Società Fortini e Oicos riflessioni recepisce la dichiarazione dei Ministeri dei Beni Culturali e dell’Agricoltura dell’anno 2018, è più specificamente del mese di gennaio, come anno del Cibo Italiano. Nasce inoltre all’interno di una programmazione di incontri strutturati secondo cicli tematici: Beni culturali ed ambientali è quello in cui si colloca questo primo appuntamento.

Nel seguire alcuni filoni di interesse di recenti dibattiti culturali cittadini, ci si è posti nell’ottica di osservare cosa stesse accadendo e cosa si proponeva in altri ambiti. Si è rivolto lo sguardo alle iniziative del Mibcat, alle giornate dedicate di Onu e Unesco, Miur, Regione Umbria, alle ricorrenze e festività in uso in altre culture e religioni pur presenti nel comprensorio assisano, nell’intento di arricchire l’ambiente culturale di nuovi elementi degni di attenzione.

Recepire e assecondare le iniziative già da altri pensate e varate, soprattutto se provenienti da tali istituzioni, offre, secondo le due associazioni, maggior forza e sinergia a chi vuole operare socialmente nei contesti urbani, allontanandosi dal mito di un’autarchia creativa, culturale e progettuale.

Già dall’ottobre 2016 il Mibact ha varato la campagna ”Caccia la tesoro nei Musei” che consiste nell’invitare i visitatori a fotografare le opere o loro particolari rispondenti al tema che viene lanciato ogni mese (a dicembre 2017 era Il mito nell’arte) e a diffondere le immagini nei social media ( Instagram @museitaliani, #gennaio/altri mesi/almeseo ecc..)

Nel caso in questione, la proposta congiunta di Mibact e Ministero dell’agricoltura offre, un’ulteriore possibilità di formidabile declinazione locale su cui potrebbero convergere gli svariati operatori culturali presenti in città fino a coinvolgere, chi e cosa con il tema Cibo abbia una sua attinenza: artisti e artigiani locali, imprese della ristorazione e dell’accoglienza, luoghi e territori dell’agricoltura, scuole.

Dal punto di vista culturale l’idea di Caccia al tesoro, viene accolta con grande favore perché pone l’ambiente residenziale che ci circonda, sotto la luce monotematica dei temi mensili, invita il grande pubblico ad oltrepassare la soglia dello sguardo distratto e superficiale per entrare nella specificità del particolare, nella dimensione della ricerca, per accedere a più approfonditi livelli di conoscenza e attenzione.

Auspichiamo che si possa a breve concretizzare questa proposta, rispondendo all’invito di condivisione dell’idea che rivolgiamo a chi opera nel culturale.

 

Comunicati ministeriali

Mibact – ottobre 2016   Varata caccia al tesoro digitale: cerca le immagini del tema del mese e invadi i social

Mibact – 30 dicembre 2017 tema gennaio: 2018 Anno del Cibo Italiano

Ministero delle politiche agricole – 30 dicembre 2017 – 2018 Anno del Cibo Italiano

La Società Culturale Arnaldo Fortini e l’associazione Oicos riflessioni

con il patrocinio del comune di Assisi

nell’ ambito del ciclo Beni culturali e paesaggistici

presentano

diretta streaming su evento su Fb – campo discussione

Il cibo nell’arte

2018 Anno del Cibo Italiano

 iniziativa dei Ministeri dei Beni culturali e dell’Agricoltura

interessanti spunti da sviluppare in chiave locale

 

 con

Paola Mercurelli Salari

direttrice Rocca Albornoz di Spoleto e Palazzo  Ducale di Gubbio

Le iniziative del Mibact

 2018 Anno del cibo italiano, i mesi a tema per le visite ai musei, Domenica al museo ed altro ancora.

Interessanti spunti per una declinazione territoriale

Enrico Sciamanna

Il cibo nell’arte, dalla preistoria ai giorni nostri

.…. passando per Assisi

Mangiare, è incorporare un territorio*.Jean Brunhes

Mangiare è uno dei quattro scopi della vita… quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo. Proverbio cinese

L’uomo è ciò che mangia. Ludwig Feuerbach, ma prima di lui i Veda

Mangiare, leggere, fare l’amore sono la metafora dell’esistenza

Il cibo è l’unica cosa che sazia veramente. Ippocrate di Coo

 

Probabilmente la storia dell’arte inizia con la rappresentazione di prodotti alimentari. I bisonti, i cervi, i cavalli e gli altri animali che hanno affollato le grotte dell’Ardèche, di Altamira, di Lascaux, altro non erano che la prefigurazione della realizzazione del desiderio di consumare quelle carni.

Non subito, ma da allora la rappresentazione del cibo e di ciò che serve per confezionarlo, consumarlo, presentarlo, sfoggiarlo, ha costituito uno degli stimoli più forti per gli artisti. È stata la mediazione per il dialogo con le divinità, come nei suovetaurilia. Pittori e scultori hanno affrontato la sfida con una grande profondità, talvolta usandolo come semplice autoreferenza, altre come simbolo. Il cibo nell’arte è stato spiritualità, vanitas, compiacimento per l’opulenza. Questo nell’antichità, attraverso il medioevo, il rinascimento, il barocco in particolare, fino ai giorni più vicini al nostro secolo, con le esperienze della pop – art.

Un percorso che consente di venire in contatto con opere che riguardano la storia intesa in senso complessivo*, in quanto implicano una discesa nei campi più vari: antropologia, scienza, agricoltura – non a caso l’iniziativa del MIBACT che suggerisce questo incontro è presa in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole – religioni, gusto, ma anche manifatture parallele, quali ceramica, tessuto, ebanisteria, arte vetraria…

C’è chi, in maniera paradossale, ma fino ad un certo punto, proclama che addirittura il cibo da soggetto dell’arte, sia divenuto succedaneo dell’azione artistica, cioè che gli “chef” siano gli artisti dell’oggi. Dichiarazioni di critici d’arte accreditati come: “Il cibo è l’avanguardia di oggi, l’arte concettuale, il suprematismo e così via” ovvero: “Al cibo, come all’arte un tempo, si applica l’ideologia”. I piatti sono le opere d’arte, gli odori, i sapori, gli stessi colori del cibo e le disposizioni, mise en place comprese, sarebbero le Prediche agli uccelli e le Gioconde del XXI secolo. Di fatto il limite di una cena come opera d’arte consiste nel suo essere effimera e non c’è ancora un sistema per renderla durevole nel tempo come un affresco o un bassorilievo, le sue “ragioni” metabolizzandosi, svaniscono. Ma la gara è appena cominciata.

Super food 1 – Affiliati Peducci Savini – Assisi. Marmo statuario e mosca in galvanoplastica – 2014

Alla luce di tutto ciò e di molto altro, scoprire in Assisi quanto cibo e sue declinazioni si nasconda nella singolare quantità di produzione artistica, antica, moderna, attuale, può diventare un gioco istruttivo e non c’è un’endiadi migliore!

 

 

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